I lavori del futuro: professioni che ancora non hanno un nome
Fare innovazione non significa sempre stravolgere i paradigmi: spesso basta migliorare un prodotto o un processo già esistente, oppure cambiare prospettiva nell’affrontare un problema. E la soluzione più intelligente sta spesso in qualcosa che abbiamo sotto gli occhi: la natura. Da miliardi di anni gli organismi viventi risolvono problemi di movimento, percezione, adesione ed efficienza energetica. Osservare il mondo con gli occhi di un animale sottomarino, di una radice o di un seme disperso nell’aria apre nuove possibilità per il monitoraggio ambientale e offre spunti preziosi per applicazioni quotidiane. In questo incontro con una ricercatrice dell’unità Bioinspired Soft Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, scopriremo cosa significa fare robotica soffice bioispirata: sviluppare tecnologie che, prendendo spunto da piante e animali, siano più adattabili, efficienti e capaci di interagire con ambienti complessi.
Future Lab
Questo webinar fa parte del ciclo
realizzato in collaborazione con a2a
Destinatari
Docenti della Scuola Secondaria di I grado, Scuola Secondaria di II grado
Aree tematiche e disciplinari
Con

Ambra Celotto
Ricercatrice presso l’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, nel gruppo di Bioinspired Soft Robotics guidato da Barbara Mazzolai. Dopo la laurea triennale in Ingegneria Meccanica e la magistrale in Ingegneria dell’Innovazione del Prodotto all’Università di Padova, ha trascorso quattro anni a Trondheim, in Norvegia, tra Erasmus per tesi e Dottorato di ricerca alla Norwegian University of Science and Technology(NTNU), occupandosi di saldatura a freddo su microscala per applicazioni microelettroniche. Rientrata in Italia, dopo un breve postdoc nell’unità Electron Microscopy and Spectroscopy all’IIT di Genova, è entrata nel gruppo di Bioinspired Soft Robotics, dove sviluppa superfici microstrutturate ispirate agli animali per controllare attrito e adesione.